La Commissione europea non ha perso tempo e a meno di un mese dall’entrata in vigore delle norme previste dall’AI Act ha iniziato a usare i nuovi poteri di controllo. Bruxelles ha inviato richieste formali di informazioni ad alcuni degli sviluppatori dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati, chiedendo di documentare le misure adottate per proteggere i sistemi dagli attacchi informatici, limitare i rischi legati ai modelli e rispettare le norme europee sul diritto d’autore.Henna VirkkunenA confermare l’avvio dei controlli è stata Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea con delega alla sovranità tecnologica, alla sicurezza e alla democrazia, in un’intervista pubblicata da Euractiv il 26 agosto 2026. È il primo utilizzo dei poteri di enforcement sui modelli di intelligenza artificiale per finalità generali, o GPAI, diventati pienamente esercitabili il 2 agosto 2026.La mossa segna il passaggio dalla preparazione delle regole alla loro applicazione. Per le grandi società tecnologiche significa che gli obblighi previsti dal regolamento europeo possono ora tradursi in richieste di documenti, verifiche tecniche, valutazioni dei modelli e, nei casi più gravi, sanzioni.Indice degli argomenti:
AI Act, l'Ue avvia controlli su sicurezza e copyright AI - AI4Business
La Commissione Ue avvia i primi controlli dell'AI Act sui grandi laboratori: verifiche su cybersecurity, modelli e copyright






