Le prime regole - e i primi divieti - imposti dall'Artificial Intelligence Act dell'Unione europea sono già entrate in vigore lo scorso febbraio. Erano le più urgenti, dato che riguardavano applicazioni ed usi «a rischio inaccettabile» e che dunque dovevano essere banditi al più presto. Tra queste, il social scoring, la polizia predittiva, l'analisi delle emozioni a scuola o sul luogo di lavoro. Siamo ora arrivati al secondo importante momento di protagonismo della nuova regolamentazione europea e che riguarda la categoria di «sistemi ad alto rischio» e in particolare le limitazioni sull'intelligenza artificiale ad uso generale. Noi la chiamiamo più comunemente intelligenza artificiale generativa. Per chi la sviluppa, dal 2 agosto ci saranno dei paletti da rispettare, che hanno l'obiettivo di salvaguardare gli utenti ma anche il diritto d'autore.