Da domani 2 agosto scattano gli obblighi sull'intelligenza artificiale generativa previsti dall'AI Act, la prima al mondo in materia, che detta norme sullo sviluppo, l'immissione sul mercato e l'uso dei sistemi di IA.
Le norme riguardano i modelli di IA per finalità generali (Gpai), in particolare quelli con rischi sistemici come Gpt-4 di OpenAI, Gemini di Google e Grok di xAI. Questo set di regole, originariamente non previsto nella proposta della Commissione europea, è stato introdotto in corso d'opera davanti all'esplosione di ChatGpt.
Secondo la legge europea, i fornitori di modelli Gpai, compresi quelli open-source, devono adempiere a due principali obblighi, in materia di trasparenza e di copyright, prima di immettere i modelli sul mercato Ue. Obblighi aggiuntivi sono previsti per i fornitori di modelli Gpai più potenti, in particolare quelli che presentano rischi sistemici, come rischi per i diritti fondamentali, la sicurezza e la potenziale perdita di controllo sul modello. I fornitori dovranno notificare immediatamente all'Ufficio europeo IA i modelli Gpai a rischio sistemico da immettere sul mercato Ue. L'AI Act, entrato in vigore il 2 agosto 2024, prevede un'attuazione a scaglioni delle disposizioni. Le prime ad essere applicabili, dal 2 febbraio, sono quelle riguardanti le pratiche vietate, tra cui il riconoscimento facciale, le tecniche manipolative e il punteggio sociale.






