Aquanto si apprende, la Commissione europea presenterà giovedì 10 luglio il Codice di buone pratiche sui modelli di intelligenza artificiale per finalità generali (Gpai), come Gpt-4 di OpenAI e Gemini di Google.

Il Codice, la cui stesura definitiva era prevista a maggio, dovrà dettagliare le norme dell'AI Act che si applicheranno, a partire dal 2 agosto, ai fornitori di modelli Gpai, in particolare quelli con rischi sistemici.

La terza bozza del codice aveva suscitato le proteste degli addetti ai lavori, tra cui gli stessi negoziatori al Parlamento europeo e al Consiglio Ue, secondo cui il testo era troppo sbilanciato a favore delle Big Tech.

Fonti parlamentari segnalano un miglioramento del Codice in via di finalizzazione rispetto all'ultima bozza, soprattutto in relazione alla valutazione e alla mitigazione dei rischi per i diritti fondamentali.

Quanto all'attuazione del codice, il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ha spiegato che "il Comitato europeo per l'IA sta discutendo le tempistiche", in particolare "la possibilità di valutare la fine del 2025". "Questo - ha osservato - sarebbe ben prima delle scadenze di attuazione dell'AI Act: 2026 per i nuovi modelli e 2027 per i modelli esistenti". Nel caso in cui un'azienda non firmi il codice di buone pratiche, le scadenze dell'AI Act continueranno ad essere valide, ma non beneficerà della certezza giuridica offerta dal Codice".