“Prestandosi alla vendetta del sindaco di Reggio Calabria, anche a costo di ripudiare una componente che è stata decisiva per la sua elezione, il sindaco Murone ha dimostrato di essere telecomandato e privo di quell’autorevolezza che richiederebbe, invece, la sua carica”. E’ quanto afferma Mimmo Tallini, già presidente del consiglio regionale e referente circolo Futuro Nazionale n. 1149 di Catanzaro.

“Serve un primo cittadino forte”

Tallini aggiunge: “Lamezia Terme, se vuole affermare il suo ruolo di città-guida dell’area centrale della Calabria, avrebbe bisogno di un sindaco forte, dotato di autonomia decisionale e soprattutto affidabile.Il tradimento nei confronti di un gruppo politico che ha concorso alla sua vittoria in maniera determinante è l’ultimo anello di un percorso fatto di ipocrisie, slealtà, mancato rispetto degli accordi. Nessuno dimentica che l’avvocato Murone, prima di essere candidato dal centrodestra, si era offerto al centrosinistra. E credo che nemmeno l’amico Giampaolo Bevilacqua – che io avrei ben visto come candidato sindaco unico del centrodestra – dimenticherà l’accordo sottoscritto prima del ballottaggio, alla presenza dell’on Pino Galati, finito carta straccia per ordine del coordinatore regionale di FI Cannizzaro. Nemmeno i lametini possono dimenticare l’atteggiamento lassivo con cui Murone sta assecondando i disegni della Regione di depotenziare l’aeroporto di Lamezia Terme a favore di quello di Reggio e del futuro aeroporto di Sibari. Quando ci si presta alle vendette su ordinazione, in relazione a fatti che nulla c’entrano con gli interessi della città di Lamezia Terme e i suoi problemi, si mostra il vero volto del primo cittadino, quello di un sindaco al servizio dei poteri forti e non al servizio della città”.