Pubblicato il: 25/08/2026 – 18:50

REGGIO CALABRIA «Nel disperato quanto nervoso tentativo di giustificare la scelta indifendibile di imporre nel collegio reggino la candidatura alla Camera di un amministratore di Forza Italia nazionale, Francesco Cannizzaro ha voluto attaccare la mia persona con affermazioni false e ricostruzioni di comodo. Non glielo consento». È durissima la replica di Frank Benedetto, candidato della coalizione progressista alle elezioni suppletive della Camera nel collegio di Reggio Calabria, alle recenti dichiarazioni del sindaco di Reggio Calabria e segretario regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro. «Cannizzaro – precisa Benedetto – ha vinto le elezioni comunali con lo slogan ‘Adesso Reggio’. Alla prima occasione ha però dimostrato che per lui la città si può mettere a disposizione degli equilibri e dei disegni di Forza Italia nazionale. Lo ha confessato, ammettendo d’aver scelto personalmente un uomo che vive a Roma, che resterà in Parlamento pochi mesi e che, sempre secondo Cannizzaro, non sarà più candidato in Calabria alle prossime Politiche».

«Sta svendendo il territorio»

Benedetto contesta alla radice la giustificazione fornita da Cannizzaro sulla candidatura, da parte di Forza Italia, dell’avvocato Fabio Roscioli. «Il parlamentare che uscirà dalle urne deve rappresentare i cittadini di Reggio Calabria, non fare da terminale romano del sindaco. Cannizzaro arriva invece a spiegare che Roscioli gli servirà per i rapporti con ministri, governo e strutture di partito. È una concezione proprietaria del seggio parlamentare, che considero offensiva per i reggini. Quel seggio è dei cittadini, non di Cannizzaro e nemmeno di Forza Italia». Secondo Benedetto, Cannizzaro «sta svendendo il territorio della citta metropolitana di Reggio Calabria per difendere le ragioni del proprio partito e la propria posizione politica. Il vertice di Forza Italia Calabria ha preferito piegare la rappresentanza parlamentare della città alle esigenze del suo partito, anziché – osserva Benedetto – rivendicare un candidato del territorio. Poi prova perfino a presentare questa resa come utile al bene comune. La verità è che a Roma serviva quella candidatura e Cannizzaro ha detto sì».