Benedetto respinge poi l’attacco personale di Cannizzaro sulla sua esperienza professionale al Gom di Reggio Calabria. «Cannizzaro - afferma - dovrebbe studiarne la storia recente. Dovrebbe sapere chi ha lavorato per la nascita della Cardiochirurgia pubblica, chi ha portato la chirurgia robotica, chi ha sbloccato la Pet e - continua Benedetto - chi ha contribuito a raggiungere risultati che hanno consentito a migliaia di cittadini di curarsi a Reggio Calabria. Questi sono i fatti, le fandonie le rispedisco al mittente.«I reggini sapranno giudicare»

"Cannizzaro - aggiunge Benedetto - mi considera poco credibile per rappresentare Reggio a Roma. E’ curioso sentirlo da chi sostiene che il miglior rappresentante possibile di Reggio sia un professionista romano, scelto perchè conosce bene le stanze di Forza Italia. Io vivo questa città, lavoro in questa città e ho servito per anni la sanità reggina. Roscioli, per ammissione dello stesso Cannizzaro, arriverebbe per qualche mese e poi tornerebbe alla sua attività politica nazionale. I reggini sapranno giudicare chi dei due abbia un legame reale con questo territorio».Benedetto: «Il suo centrodestra è diviso e lacerato»

«Cannizzaro può provare a nascondere le divisioni del centrodestra dietro le sue solite dichiarazioni urlate, ma oggi il suo centrodestra è diviso e lacerato. Da una parte - spiega Benedetto - difende un candidato romano scelto dagli apparati di Forza Italia, dall’altra perde un capogruppo regionale che si candida con il generale Vannacci. E’ questo il capolavoro politico che vorrebbe presentare ai reggini come una strategia, facendo quasi tenerezza, se non sembrasse uno scherzo da 'Conte Mascettì. Non accetto lezioni di regginità da chi, appena conquistata la poltrona di sindaco, ha preferito ai bisogni della città le convenienze del proprio partito. Cannizzaro pensi a governare Reggio e abbia almeno il coraggio di dire la verità: con Roscioli ha scelto Roma contro Reggio. Noi - conclude il cardiologo - abbiamo fatto la scelta opposta: abbiamo privilegiato il nostro territorio e la nostra gente»