Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
"Ciccio Cannizzaro, a cui non fa difetto la fantasia, ha riscritto la legge elettorale, introducendo la figura del 'deputato consulente personale del sindaco'. Per spiegare ai reggini perché ha imposto la candidatura nel collegio dell’avvocato di Marina e Pier Silvio Berlusconi, ha detto che gli serviva una persona competente, che conosce i meccanismi parlamentari, le commissioni, i ministri, uno chauffeur della politica che lo aiuterebbe a risolvere i problemi di Reggio da Roma. Compito che evidentemente nessun esponente reggino di Forza Italia è in grado di svolgere. Ha perfino dettato i tempi dell’incarico: sei-otto mesi, così come si fa per un dipendente. Non importa se l’avvocato Roscioli non metterà mai piede a Reggio, l’importante è che si metta a disposizione del sindaco". Con questa dichiarazione, l'ex presidente del Consiglio regionale della Calabria e oggi referente di Futuro Nazionale a Catanzaro, Domenico Tallini, interviene nella questione che riguarda la scelta di Roscioli come candidato alle suppletive di Reggio.
"In sintesi - prosegue Tallini - nella nuova legge elettorale che potremmo anche chiamare “Cannizzarium” il parlamentare dovrà avere questi requisiti: essere candidato dal sindaco, risiedere a Roma, conoscere le stanze del potere, essere alle dipendenze dei 'padroni' del partito"."Mettendo da parte l’ironia - aggiunge ancora Tallini - la trovata di Cannizzaro è stupefacente e suona come un atto di sfiducia per tutta la delegazione parlamentare calabrese del centrodestra che evidentemente non svolge come dovrebbe il suo mandato. Se il teorema Cannizzaro dovesse trovare terreno fertile, alle prossime politiche ci ritroveremmo candidati tutti i componenti dello staff di Mediaset, con buona pace degli uscenti di Forza Italia"."La bizzarra teoria dell’amico Cannizzaro - conclude Tallini - fortunatamente dovrà passare dalle urne e conoscendo molto bene il popolo reggino ci siamo fatti l’idea che con molta probabilità la proposta Cannizzaro finirà per essere bocciata nelle urna.











