"Siamo chiamati, come ci invita Papa Leone XIV, a diventare veri artigiani di pace nel quotidiano". Questo il messaggio rivolto ai cattolici russi da mons. Paul Richard Gallagher, il segretario per i rapporti con gli Stati (ministro degli Esteri) del Vaticano, che questa sera ha concluso una visita a Mosca celebrando la Messa nella Cattedrale dell'Immacolata Concezione della capitale russa.

Pace, dunque, tema dominante del momento di incontro con i fedeli, a cui hanno partecipato i vescovi e i sacerdoti in Russia, seguito ai colloqui avuti da Gallagher con le autorità, dedicati in gran parte al conflitto in Ucraina. L'inviato della Santa Sede ha ricordato le parole di Gesù: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio". "Non dice - ha sottolineato Gallagher - beati i tranquilli, ma gli operatori, cioè coloro che la pace la fanno, la costruiscono giorno per giorno". Perché "l'operatore di pace è un costruttore che getta ponti di dialogo e di comprensione, disarmando i cuori e guarendo le ferite con la prossimità, il perdono e la gentilezza".

Il capo della diplomazia vaticana, che era stato a Mosca l'ultima volta nel novembre del 2021, è arrivato per questa nuova missione lunedì sera e ripartirà nella mattinata di domani. Martedì ha avuto un incontro con il ministro degli Esteri Serghei Lavrov e oggi con Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del presidente Vladimir Putin. Incontrando i giornalisti con Lavrov subito dopo il loro faccia a faccia, mons. Gallagher aveva affermato che "questa guerra deve finire", e "non può essere risolta con mezzi militari". Pertanto, aveva ribadito che la Santa Sede continuerà ad offrire "sostegno diplomatico e offrire uno spazio per il dialogo" per cercare una pace negoziata.