di
Gian Guido Vecchi
Incontro a Mosca del «ministro degli esteri» della Santa Sede. «Conflitto va risolto non con mezzi militari, ma con il dialogo»
L’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e quindi «ministro degli Esteri» della Santa Sede, ha incontrato ieri a Mosca il suo omologo russo Sergei Lavrov; nella capitale russa vedrà oggi il consigliere di Putin per la politica estera, Yuri Ushakov. E l’essenziale non sta tanto nella linea vaticana, «questa guerra deve finire», rimasta immutata fin dall’invasione russa dell’Ucraina, il 24 febbraio 2022: la considerazione che il conflitto «non può essere risolto con mezzi militari» ma solo attraverso il dialogo diplomatico, come ha ripetuto il numero due della segreteria di Stato vaticana incontrando i giornalisti, accanto a sé il ministro Lavrov.
La prassi ripristinataLa cosa notevole, piuttosto, sta nella presenza stessa di Gallagher, che l’ultima volta era stato a Mosca alla fine del 2021 e non vi era più ritornato nei quattro anni di guerra. Leone XIV ha deciso di rilanciare l’iniziativa diplomatica vaticana e di tornare a farlo dispiegando la rete della Santa Sede, segreteria di Stato e nunzi, un ritorno alla normalità dei rapporti: se si deve parlare con il ministro degli Esteri russo, il Vaticano manda il ministro degli Esteri.










