di Venanzio Postiglione
Un tempo sorgevano le Torri Gemelle. Ora le 2977 vittime sono ricordate da un passo dell'Eneide: «Nessun giorno potrà cancellarvi dalla memoria del tempo». La storia ci ha insegnato che sappiamo sempre rinascere e ripartire, ma oggi il diritto internazionale è in frantumi e i conflitti, anche alle frontiere dell'Europa, non accennano a spegnersi. Siamo ancora vulnerabili
In redazione. Davanti alla tivù. Con l’aereo nella prima Torre ci sembrò un incidente. Con il secondo impatto si capì che era un attentato. Il più grande e feroce della storia, con 2.977 vittime e due grattacieli che si sbriciolavano, con l’idea dell’America invincibile che veniva spezzata e calpestata. Un piano delirante e chirurgico, allo stesso tempo, concepito in una grotta dell’Afghanistan per abbattere i simboli del nostro progresso. L’11 settembre sta arrivando e sono già passati 25 anni.Il titolo del Corriere, “Attacco all’America e alla civiltà”, è ancora in Sala Albertini, lo scrigno del nostro giornale, tra le prime pagine che hanno raccontato i grandi fatti di questi 150 anni. La Liberazione di Milano, la nascita della Repubblica, l’uomo sulla Luna, il delitto Moro, l’alba dell’euro, l’elezione dei Papi, la guerra di Putin all’Ucraina e così via.







