Ci sono progetti che restano nei cassetti e altri che, anche quando vengono accantonati, continuano a camminare nella memoria di una città. Quello del parcheggio interrato sotto il Tondo Valentini è uno di questi. A quasi vent’anni di distanza, torna nel dibattito sul futuro di piazza Mercatale sollevato da La Nazione, insieme alla domanda che accompagna da decenni uno degli spazi piazze più importanti di Prato: cosa potrebbe diventare se riuscisse finalmente a liberarsi dalle automobili?
A riaprire quella pagina è Roberto Bencini, vicesindaco e assessore al Bilancio durante la legislatura 2004-2009, gli anni della giunta guidata dall’allora sindaco Marco Romagnoli. Ed è proprio a quella stagione che risale il progetto più ambizioso: costruire un parcheggio sotterraneo, togliere le auto dalla superficie e restituire alla piazza uno spazio più vicino alla sua vocazione storica.
"Il mio più grande cruccio è di aver contribuito a bloccare tutto, di non aver portato in fondo quel progetto visionario", ammette Bencini. Una frase che racconta il suo personale rimpianto, ma anche quanto quella partita sia rimasta aperta nella città. Perché per l’ex vicesindaco Mercatale non è una piazza qualunque. "È la piazza medievale, una delle più grandi piazze dei mercati medievali d’Europa. Vederla ridotta a parcheggio come lo è oggi, è una cosa oscena", dice. Il ricordo, prima ancora del progetto, è quello di una piazza diversa. Più vuota e, proprio per questo, più piena. "Me la ricordo quando ero ragazzo: passavo e ci giocavano a tamburello. Era una meraviglia. Me la ricordo vuota di auto e piena di persone quando venne il Papa". Sono le immagini che Bencini conserva nella memoria e che oggi diventano il metro con cui guarda a quello spazio. Non la nostalgia fine a se stessa, ma l’idea che sotto il traffico, le auto in sosta e le difficoltà quotidiane esista ancora una piazza con una potenzialità rimasta in gran parte inespressa.







