HomeMilanoCronacaIl lavoro c’è ma è povero. Contratti sempre più brevi: "Vivere è una fatica"Tra le pieghe dei dati positivi sull’occupazione il tema irrisolto della precarietà. Il motore resta il terziario. Fuga all’estero e aziende a caccia di risorse.Tra le pieghe dei dati positivi sull’occupazione il tema irrisolto della precarietà. Il motore resta il terziario. Fuga all’estero e aziende a caccia di risorse.Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciIl lavoro c’è ma i contratti sono precari e di breve durata. Personale pagato poco e male, mentre d’altra parte sempre più imprese milanesi fanno fatica a trovare personale, più o meno qualificato. Un cortocircuito che emerge dai dati al centro di un dossier della Uil Milano e Lombardia. "Vivere a Milano diventa ogni giorno più difficle per l’elevato costo della vita – spiega il segretario generale della Uil Lombardia Antonio Albrizio –. Pur rilevando alcuni dati positivi sui flussi d’ingresso nel mercato del lavoro, resta evidente il problema della qualità dell’occupazione che porta a un lavoro sempre più povero". Nei primi quattro mesi dell’anno il mercato del lavoro milanese ha evidenziato un’intensa vivacità, registrando 281.805 nuovi avviamenti rispetto ai 270.550 dello stesso periodo del 2025, con un +4,16%. Il saldo netto resta positivo ad aprile con 22.119 posizioni in più, pur con un lieve rallentamento dovuto al parallelo incremento delle cessazioni (232.691 contro 221.585) e le proroghe dei contratti (118.825 contro 111.616), mentre le trasformazioni a tempo indeterminato sono 25.271.