HomeImolaCronacaIl lavoro c’è, ma è precario e ‘maschilista’Un mercato del lavoro con livelli occupazionali ancora elevati, ma segnato da precarietà diffusa, disuguaglianze di genere e segnali di...Un mercato del lavoro con livelli occupazionali ancora elevati, ma segnato da precarietà diffusa, disuguaglianze di genere e segnali di...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn mercato del lavoro con livelli occupazionali ancora elevati, ma segnato da precarietà diffusa, disuguaglianze di genere e segnali di sofferenza in alcuni comparti produttivi. È il quadro che emerge dal report dell’Ufficio studi della Uil.

Il dato più significativo riguarda il peso dei contratti temporanei nel circondario: nel periodo gennaio-settembre 2025 l’83,2% delle nuove assunzioni è avvenuto con forme contrattuali a termine. Particolarmente esposta la fascia più giovane. Se il 45,3% dei nuovi contratti riguarda persone fino a 34 anni, questa stessa fascia d’età rappresenta il 43,6% delle cessazioni complessive. Il report evidenzia anche il persistente divario tra uomini e donne.

Nel territorio, il tasso di occupazione femminile si ferma al 64,7%, contro il 78% degli uomini, con una differenza di 13,3 punti percentuali. Le donne rappresentano inoltre l’80,1% dell’occupazione part-time. Sul fronte retributivo, la differenza media arriva al 31,1% in meno rispetto ai colleghi uomini, anche a parità di inquadramento. A preoccupare la Uil sono anche i segnali provenienti dagli ammortizzatori sociali: tra il 2024 e il 2025 la cassa integrazione straordinaria è aumentata del 33,8%. "Non possiamo continuare a celebrare il basso tasso di disoccupazione chiudendo gli occhi davanti a un precariato sempre più strutturale – sottolinea Giuseppe Rago, coordinatore Uil Imola e circondario –. Così si riducono i redditi, aumentano le disuguaglianze e diventa più difficile per i giovani costruirsi un futuro. Il lavoro non è dignitoso perché esiste: deve garantire reddito, diritti, stabilità e qualità della vita".