Notte di Luna Piena (o quasi) per il ritorno dei C.S.I., nuovamente assieme oggi e domani in quel luogo di memoria che è Monte Sole, al festival Lupo di Marzabotto. Un viaggio a ritroso, anzi in retromarcia, che nell’arco di dieci mesi riporterà Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo, Magnelli e Ginevra Di Marco dalle terre d’Appennino in Mongolia così come accadde trent’anni fa creando i presupposti per quel Tabula rasa elettrificata che in classifica avrebbe scalzato addirittura Be here now degli Oasis.
Ed è proprio da Ulaanbaatar che arrivano Ferretti e Zamboni, dove il 4 luglio si sono esibiti in concerto al PlayTime Festival, il più importante raduno musicale del paese, preparando il terreno all’esibizione sullo stesso palco del Consorzio Suonatori Indipendenti al gran completo l’estate prossima (slittamento reso necessario dagli impegni di Maroccolo coi Litfiba nel tour di 17 Re). A documentare tutto, la macchina da presa di Davide Ferrario (già autore nel ’97 del docufilm Sul quarantacinquesimo parallelo) per raccontare pure questa avventura di Ferretti & Co. tra la Via Emilia e la Mongolia.
Titolo In viaggio così come il tour, atteso pure a Villafranca di Verona, Fasano, Spello, Alba e Catania. Intanto, per non perdersi nulla, la Universal pubblica proprio oggi la raccolta In viaggio 1994/1998. "Esaurito l’ultimo un anno fa l’impegno con i Cccp in quel luogo magico che è il Teatro Antico di Taormina, ho pensato che, dopo aver suonato lì, si sarebbe potuto farlo solo nell’Olimpo, ma per arrivare lassù avremmo dovuto essere tutti morti" racconta il grande affabulatore di Cerreto Alpi.











