Un mese fa, proprio su questo blog, raccontavo i cinque anni nei quali i C.S.I. riuscirono a lasciare un segno difficilmente replicabile nella musica italiana. Dal 1994 al 1998: una storia breve, densissima, terminata quando probabilmente aveva ancora parecchio da dire. Questa sera quella storia riparte.
Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo, Giorgio Canali, Francesco Magnelli e Ginevra Di Marco tornano insieme sul palco. Si comincia da Monte Sole, poi il viaggio proseguirà attraverso l’Italia.
E proprio il luogo scelto per ricominciare merita attenzione. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, a Monte Sole si consumò uno dei più terribili eccidi di civili della Seconda guerra mondiale in Italia. Donne, uomini, bambini. Un luogo nel quale la parola memoria assume inevitabilmente un significato diverso dalla nostalgia. Non è un dettaglio.
Ogni ritorno musicale dopo quasi trent’anni porta con sé il rischio dell’operazione amarcord: il pubblico ritrova le canzoni della propria giovinezza, gli artisti rimettono insieme il repertorio e per un paio d’ore si prova a fermare il tempo. Con i C.S.I. potrebbe essere una faccenda diversa. La nostalgia ci sarà, inevitabilmente. Chi ha attraversato quegli anni con loro proverà qualcosa nel ritrovare quelle canzoni e quei musicisti sullo stesso palco. Ma fermarsi lì significherebbe perdere la parte più interessante.









