“I C.S.I. ci sono, se non muoiono loro o il mondo nel frattempo, alla fine dell'estate faranno sei concerti”. È dalla viva voce di Giovanni Lindo Ferretti che arriva la conferma alla presentazione del loro ritorno sulle scene, a distanza di 25 anni. Dopo la reunion dei CCCP non poteva che esserci spazio anche per i C.S.I. (Consorzio Suonatori Indipendenti). Se a trentatré anni dallo scioglimento abbiamo riavuto in tour per l’Italia (e non solo) la band punk/alternativa capitanata da Giovanni Lindo Ferretti con Massimo Zamboni, Danilo Fatur e Annarella Giudici, rivedere la successiva incarnazione – post caduta del Muro di Berlino – era solo questione di tempo. I C.S.I. sono stati (ma ora ne dovremo parlare al presente) una delle band che con la loro visione mistica hanno forgiato il rock underground italiano con ricerca e avanguardia. Si formarono attorno al nucleo emiliano Ferretti-Zamboni, affiancato dai toscani Gianni Maroccolo (all’epoca ex Litfiba) e Francesco Magnelli, con l’apporto di Giorgio Canali e, un anno più tardi, di Ginevra Di Marco.Guido Harari
E infatti, lo scatto dell’autunno scorso faceva presagire qualche movimento serio. Per ripartire con questo nuovo capitolo (e nuove tappe) si è scelto Marzabotto (presso La Casa della Memoria), nel comune in provincia di Bologna, luogo caro e importante per il gruppo e per la storia d’Italia: qui il 29 giugno 2001, a Montesole, si esibiscono come PGR (Per Grazia Ricevuta) dopo l’abbandono di Zamboni per un concerto nel parco storico in memoria di Don Giuseppe Dossetti. Ma Marzabotto è tristemente nota per il suo eccidio nazifascista tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, per mano delle truppe della 16ª Divisione corazzata granatieri delle SS, comandate dal maggiore Walter Reder. Uno dei massacri più atroci della Seconda guerra mondiale in cui furono uccisi almeno 770 civili in 115 località diverse. Alcune stime parlano di un numero di vittime che potrebbe arrivare fino a 1.830. Nella frazione di Casaglia, molti abitanti cercarono riparo nella chiesa di Santa Maria Assunta. I soldati tedeschi vi fecero irruzione, assassinarono il parroco don Ubaldo Marchioni e poi condussero i superstiti nel cimitero, dove furono fucilati. Le vittime furono 195, appartenenti a 28 famiglie diverse, tra cui 50 bambini.Difesa.it







