«La mia convinzione è che la Federico II debba assumere pienamente il proprio ruolo di grande università pubblica europea: presidio di democrazia, di inclusione e di mobilità sociale; motore di sviluppo economico, sociale e culturale per Napoli e per il Mezzogiorno; comunità scientifica capace di ricerca ai massimi livelli internazionali, di una didattica profondamente rinnovata e di attrarre talenti da tutto il mondo. Un’università che continui a considerare la conoscenza un bene comune». Alcuni degli obiettivi indicati dal neo rettore dell’Università napoletana, Andrea Mazzucchi, che si insedierà da martedì primo settembre. Dopo 25 anni ritorna un umanista alla guida della più antica università d’Italia.

Andrea Mazzucchi, è stato eletto lo scorso 3 luglio alla prima tornata con ampio consenso. Classe 1966, pugliese di nascita, napoletano di adozione, è professore ordinario di Filologia della letteratura italiana, al secondo mandato alla guida del Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II, già presidente della Scuola di Scienze Umane e Sociali dell’Ateneo. Considerato tra i più autorevoli studiosi di Dante e della tradizione letteraria italiana medievale, si è formato tra Napoli e Firenze ed è autore di oltre 300 pubblicazioni. È socio ordinario dell’Accademia Pontaniana e della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, presidente della Società dei Filologi della Letteratura Italiana e membro dell’Accademia della Crusca. Dal 2017 dirige, presso la Biblioteca dei Girolamini di Napoli, la Scuola di Alta Formazione in Storia e Filologia del Manoscritto e del Libro Antico, istituita d’intesa tra la Federico II e il ministero della Cultura in risposta al grave saccheggio librario che nel 2012 aveva colpito la storica biblioteca.