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Giuliana Ferraino

Il presidente dell’ateneo: rafforzare il dialogo università-imprese

«Il pubblico deve garantire l’ascensore sociale, ma le imprese devono fare la loro parte. E lo Stato dovrebbe defiscalizzare chi finanzia borse di studio». Giorgio Fossa, presidente della Luiss Guido Carli ed ex presidente di Confindustria, parte dal dato che pesa sul futuro del Paese: in Italia solo il 31% dei giovani tra i 25 e i 34 anni è laureato, contro una media europea del 43%. «Il diritto allo studio deve essere garantito dalla nostra Repubblica — dice — ma non si può pensare che le università private compensino altre carenze strutturali. Noi alla Luiss abbiamo oltre duemila borse di studio ed esenzioni. Però serve un meccanismo che coinvolga anche le imprese».

Presidente, perché il rapporto tra università e aziende in Italia resta così complicato?«Perché il sistema produttivo italiano è fatto soprattutto di piccole e medie imprese. Per molto tempo tra queste realtà e l’università c’è stato un muro. Ora si sta sgretolando, ma bisogna accelerare. L’accademia deve comprendere meglio il sistema della piccola impresa che a sua volta deve guardare all’università come a uno strumento per innovare e stare sui mercati internazionali. Il Made in Italy non è fatto solo da grandi marchi, ma da migliaia di Pmi che vanno aiutate».