Da ieri gira il mondo come un’enciclica, anche se è solo il post di un blog: Gates Notes, il pulpito di Bill Gates. L’era turbolenta dell’AI è qui e nessuno ha un piano credibile. Il mondo ascolta il Papa; la storia dell’uomo racconta un venditore di tappeti travestiti da innovazione. In Italia il capitolo di spesa sull’AI a scuola è già aperto: formazione, e in quota software.
La riserva esiste perché fuori si caccia. Nessuno recinta ciò che non rende. Vale per gli animali, per le foreste, per i mestieri. Fuori la caccia, dentro la conservazione. Il 26 agosto, su Gates Notes, Bill Gates propone i lavori “Human Reserved”: mestieri che le macchine saprebbero fare, tenuti umani come si tiene intatta una foresta; scuola e salute mentale diventeranno “un mix” di umani e macchine, “con un umano al comando”. Fuori dal recinto: “molti lavori spariranno per sempre”, senza appello, senza colpa, senza ritorno. Il mercato si costruisce prima del criterio che dovrebbe misurarne il beneficio.
La frase decisiva sta nel capitolo fiscale. Gates propone una tassa sui token e sui robot dell’AI per rallentare la fuga dal lavoro umano; ma la vuole “mirata”, per non frenare gli usi “puramente benefici”, “come rendere più economiche la medicina e l’istruzione”.










