Sfide scientifiche

Caro Bill Gates,

il tuo ultimo intervento sull’intelligenza artificiale parte da una frase difficile da ignorare: l’AI potrebbe diventare “il più grande strumento di uguaglianza mai inventato oppure la peggiore fonte di ingiustizia“. È un’affermazione potente, e in larga parte condivisibile. La diffusione dell’AI sarà probabilmente molto più rapida di quella del personal computer, perché non richiede necessariamente nuovo hardware, nuovi linguaggi o lunghi cicli di formazione: arriva attraverso strumenti che milioni di persone possiedono già e accetta istruzioni formulate nel linguaggio naturale, quello che usiamo tutti i giorni.

Hai ragione anche quando osservi che l’automazione non deve arrivare al 100% per cambiare profondamente il mercato del lavoro. Se 10 persone, grazie all’AI, riescono a produrre quanto prima ne producevano 20, un’azienda può scegliere di raddoppiare ciò che offre oppure di ottenere lo stesso risultato con un organico ridotto. È proprio su queste scelte che si gioca una parte importante del futuro del lavoro.

Ma è anche il punto in cui il tuo ragionamento, IMHO, comincia a diventare troppo lineare.