Bill Gates fa un passo indietro rispetto al suo ottimismo degli ultimi anni: in un’intervista al New York Times, il fondatore di Microsoft ha definito l’intelligenza artificiale come una grave minaccia per l’occupazione e ha proposto di introdurre misure per mitigarne le conseguenze negative, ad esempio tassandola o riservando dei lavori agli esseri umani. Il magnate ha messo in guardia il pubblico sull’impatto dell’IA sulle nostre società: “Non mi piace dare cattive notizie alla gente o dire che l’innovazione possa avere conseguenze globalmente negative, ma siamo arrivati a questo punto”, ha affermato, aggiungendo che “il mondo ha bisogno di un piano” e che affrontare questi rischi dovrebbe essere la “priorità assoluta a livello mondiale“.
Paragonando gli effetti dell’IA sull’occupazione a quelli della Grande Depressione del 1933 in scala ridotta, Gates ha denunciato una sottovalutazione delle minacce introdotte da queste tecnologia da parte del settore, almeno pubblicamente: “In privato, chi capisce quanto questa tecnologia sta migliorando, è molto preoccupato. Ormai si dicono l’un l’altro: ‘non dirlo, ci danneggia, in gioco ci sono i miliardi di dollari che stiamo cercando di raccogliere'”, ha affermato.










