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Mario Alberto Marchi
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La delibera è uscita da Palazzo Balbi il 5 agosto, al termine di una seduta di giunta durata pochi minuti. Adotta i due schemi di intesa definitivi con il Governo sull’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, e da quel momento il percorso ha smesso di assomigliare a un iter per assomigliare a un cronometro.
Tredici giorni dopo, martedì 18, il testo veniva illustrato alla Prima commissione di Palazzo Ferro Fini, con gli assessori Filippo Giacinti al Bilancio, Valeria Mantovan alla Formazione ed Elisa Venturini all’Ambiente. Mercoledì è toccato alla Quinta, la sociosanitaria di Manuela Lanzarin, e alla Sesta di Enoch Soranzo. Giovedì alla Seconda di Elisa De Berti e alla Terza di Roberto Marcato, dove è intervenuto l’assessore Massimo Bitonci. Venerdì 21 il ritorno in Prima e il via libera per l’aula, relatore il presidente Andrea Tomaello. Quattro giorni, cinque commissioni, tutti i pareri a maggioranza: nessuno all’unanimità.






