ROVIGO - Spari troppo vicini agli animali, ma soprattutto alle persone che ogni giorno se ne prendono cura. Dopo le ripetute segnalazioni arrivate al Comune, il sindaco Valeria Cittadin ha deciso di mettere un argine al problema: per tutta la stagione venatoria 2026-2027 sarà vietato cacciare attorno al canile intercomunale Cipa di Fenil del Turco, al vicino canile sanitario dell'Ulss 5 Polesana e all'oasi felina di via De Polzer. L'ordinanza è stata firmata ieri e introduce un divieto assoluto non soltanto all'interno delle aree che ospitano le strutture, ma anche in una fascia di 250 metri attorno al loro perimetro. Una misura motivata da ragioni di sicurezza, dopo che negli ultimi anni, durante il periodo di caccia, non sono mancate le segnalazioni di colpi esplosi nelle immediate vicinanze.

Il problema riguarda due zone particolarmente delicate. A Fenil del Turco, in via Argine Zucca, si trovano sia il rifugio intercomunale Cipa, gestito dalla Lega nazionale per la difesa del cane, sia il canile sanitario dell'Ulss 5. Dall'altra parte c'è l'oasi felina di via De Polzer. Luoghi frequentati quotidianamente da operatori, volontari e visitatori, oltre naturalmente a ospitare numerosi animali. Ed è proprio la presenza di persone e animali ad avere spinto Palazzo Nodari a intervenire. Nell'ordinanza si sottolinea infatti come siano «frequenti le segnalazioni di spari nelle vicinanze» e come i colpi esplosi a ridosso delle strutture possano compromettere la sicurezza di chi vi lavora o le frequenta. Il divieto resterà in vigore per l'intera stagione venatoria e comprenderà un raggio di 250 metri dal limite delle aree interessate. Ma le prescrizioni non finiscono qui. Anche oltre questa fascia i cacciatori dovranno prestare particolare attenzione: quando si troveranno nelle vicinanze delle strutture potranno sparare soltanto tenendo le spalle rivolte verso canili e oasi felina, in modo che la traiettoria dei colpi sia diretta nella direzione opposta.La misura ha per ora carattere legato alla stagione 2026-2027, ma il Comune punta a una tutela più strutturale. L'ordinanza viene infatti adottata mentre sono ancora in corso le procedure per ottenere dalla Regione il riconoscimento delle zone come aree meritevoli di particolare protezione. La tutela, quindi, non riguarda soltanto gli animali ospitati nelle strutture, ma anche chi ogni giorno entra e lavora in queste aree. Il rischio legato agli spari nelle vicinanze viene considerato concreto proprio per la presenza costante di operatori e volontari. Il Comune ha scelto così di intervenire prima dell'avvio della nuova stagione venatoria, fissando con precisione distanze e modalità da rispettare. Il provvedimento sarà inoltre affisso lungo il perimetro delle zone interessate. Per chi non rispetterà il divieto sono previste le sanzioni elevate.