HomeFermoCronacaCirchi con animali anche col caldo estremoUn’ordinanza comunale che vieti l’attendamento sul territorio di circhi con animali selvatici. È la richiesta che la delegazione fermana della...Un’ordinanza comunale che vieti l’attendamento sul territorio di circhi con animali selvatici. È la richiesta che la delegazione fermana della...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn’ordinanza comunale che vieti l’attendamento sul territorio di circhi con animali selvatici. È la richiesta che la delegazione fermana della Lipu rivolge all’amministrazione comunale di Fermo, prendendo spunto dalla presenza in questi giorni di caldo estremo di un circo nell’area vicina all’incrocio di San Tommaso. Secondo l’associazione ambientalista, i tempi sarebbero ormai maturi per un provvedimento che sancisca il definitivo superamento di una forma di spettacolo ritenuta non più compatibile con la sensibilità etica e ambientale contemporanea. "I circhi con animali appartengono al passato" è il messaggio lanciato dalla Lipu, che da anni porta avanti una campagna di sensibilizzazione sul tema. L’associazione sottolinea come gli animali impiegati negli spettacoli circensi appartengano spesso a specie esotiche e selvatiche, costrette a vivere in spazi limitati e sottoposte a continui trasferimenti. Una condizione che, secondo la Lipu, può generare stress e comportamenti ripetitivi legati alla cattività, oltre ad imporre agli animali, attività lontane da quelle che caratterizzano il loro comportamento naturale. La richiesta avanzata al Comune non riguarda però soltanto il tema del benessere animale. Per la Lipu, infatti, si tratta di una scelta socio culturale. L’idea che animali selvatici possano essere utilizzati per l’intrattenimento del pubblico viene infatti considerata una visione superata del rapporto tra uomo e natura. Da qui l’invito ad adottare strumenti amministrativi che scoraggino o impediscano l’insediamento di queste attività sul territorio comunale, attraverso l’assunzione di un regolamento specifico, che sia una delibera consiliare o un’ordinanza sindacale. Nel documento diffuso dall’associazione, viene inoltre evidenziato come numerose città italiane abbiano già intrapreso percorsi analoghi.