Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiEducazione sessuale a scuola, sarà il terreno di scontro d’autunno tra maggioranza e opposizione. La vogliono senza paletti sulle teorie di genere sin dalla scuola dell’infanzia la sinistra radicale e un ampio arco politico e parlamentare che va dal Pd alla Cgil, schierato contro la legge 104/2026 sul consenso informato. Si tratta della legge Valditara che entra in vigore nelle scuole italiane da questo settembre e che prevede il divieto di corsi extra-curriculari alla scuola dell’infanzia e alla primaria sull’educazione sessuale e poi, a partire dalle scuole secondarie, il consenso specifico dei genitori sui corsi aggiuntivi proposti dal collegio dei docenti.
Il comitato «Sì, educazione affettiva nelle scuole» e il movimento Gay – Lgbt+ hanno promosso la raccolta firme per un referendum abrogativo della legge, oltre 200 mila le firme già raccolte, con il supporto della sinistra puntano a quota 500mila.
«L’educazione sessuale prevista dai programmi scolastici non è affatto toccata, chi dice il contrario spaccia una notizia falsa», ha detto il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ieri al Meeting di Rimini, «quello che non vogliamo», ha precisato intervenendo al panel moderato da Massimiliano Tonarini, presidente della CdO Opere educative, «è che entrino nelle scuole associazioni che facciano confusione ai più piccoli sulle teorie di genere».






