MOGLIANO VENETO (TREVISO) - Doveva essere un Ferragosto come tanti, trascorso insieme agli amici. Gino Visentin, 59 anni, a quell’appuntamento però non è mai arrivato. Un malore improvviso, ricondotto a un infarto, lo ha stroncato nella sua abitazione, lasciando increduli familiari, amici e quanti lo conoscevano anche attraverso la Macevi Srl, storica azienda moglianese di manufatti in calcestruzzo della quale era responsabile della produzione.

La tragica scoperta

L’ultimo contatto risale alla mattina del 15 agosto. Alle 10.40 Gino aveva parlato al telefono con un’amica con la quale avrebbe dovuto pranzare poco dopo. Prima di mezzogiorno gli era stato inviato un altro messaggio, rimasto però senza risposta. Quando non si è presentato, gli amici hanno iniziato a cercarlo. Inizialmente nessuno aveva immaginato una tragedia. Con il passare delle ore, però, il silenzio ha cominciato a preoccupare. Telefonate e messaggi continuavano a non ricevere risposta. Due giorni dopo il fratello Stephen, la compagna e la figlia Azzurra, di 16 anni, sono entrati nella sua abitazione facendo la drammatica scoperta. Gli accertamenti successivi hanno attribuito il decesso a un infarto.

Il ritratto

Visentin era molto conosciuto a Mogliano e profondamente legato alla storia imprenditoriale della sua famiglia. Nato in Australia nel 1966, era il più giovane di tre fratelli, cresciuti a distanza di appena un anno l’uno dall’altro: Stephen, nato nel 1964, Henry nel 1965 e Gino l’anno successivo. Insieme avevano continuato il percorso della Macevi, azienda fondata nel 1929 da Pietro Visentin e arrivata alla quarta generazione. Gino seguiva la produzione, Henry il settore commerciale e Stephen l’amministrazione. Un’impresa, ma soprattutto una storia familiare portata avanti fianco a fianco per decenni. Fuori dal lavoro Gino amava il mare e la laguna. Chi gli era vicino lo ricorda come una persona solare, capace di stare con gli altri e profondamente legata agli affetti. Al centro di tutto c’era soprattutto la figlia Azzurra, che considerava il dono più importante della propria vita.