Urbino, 27 agosto 2026 – Già da fine luglio qualcuno andava dicendo che presto Tomas avrebbe cessato la sua attività, ma lo faceva sottovoce quasi per esorcizzare la cosa che lasciava Valbona disorientata ed incredula. Poi come in una sorta di crescendo rossiniano le voci prendono corpo e alzano il tono: sì è vero, avrebbe chiuso alla fine di agosto. Un altro tratto della storia di Urbino che sparisce, perché non è un semplice negozio di alimentari, ma una vera e propria dinastia. Inizia più di un secolo fa.

La dinastia inizia più di un secolo fa

Il nonno Francesco Arceci acquista nel 1920 il negozio (oggi al civico 103 di via Mazzini, già Valbona), dagli eredi di Giuseppe Coen, personaggio molto amato dalla popolazione urbinate che per lui aveva coniato il proverbio “accident a un ricc, salvand Peppin Coen”.

Nella seconda metà dell’Ottocento aveva elevato, sopra un antico mulino, il palazzo delle Conce per far essiccare le pelli sotto le possenti arcate spazzate dal vento e al riparo del sole. Ma la grande crisi che investe l’Europa a fine Ottocento dovette colpire anche la nuova impresa se la delicata poetessa Erminia Coen, nipote di Giuseppe, scrive in proposito “Vecchio opificio triste, abbandonato… in te i miei padri un sogno avean fondato di prospera fortuna”.