BELLUNO - Un'ultima esposizione di dipinti, cinque, tra cui due trittici, a firma Zelia Bernard. Poi la chiusura. "L'insolita storia" è pronta a tirare giù il sipario. Romana e Giuliana dopo 19 anni dedicati all'accoglienza e alla lettura dicono stop: «Per raggiunti limiti di età» è la motivazione. Il 14 agosto è la data fissata come ultimo giorno.
Un mare di ricordi Se ne vanno portandosi dietro tutti i ricordi: «Di soddisfazioni ne abbiamo avute tante, soprattutto abbiamo conosciuto molte belle persone» afferma Romana. Una per tutte? «Don Luigi Ciotti». Il cadorino di Pieve, fondatore del Gruppo Abele e dell'associazione antimafia Libera nel 2019, accompagnato dalla scorta, entrò nel bar: «Appositamente per congratularsi». Don Ciotti, dopo aver parlato al Teatro Buzzati (allora Teatro Comunale) si fermò al bancone sottolineando il messaggio che il bar lanciava, seppur in modo indiretto: «Questo locale ha una vitamina in più: la dignità» sintetizzò. Il motivo del complimento sta nella scelta, non facile, di Giuliana e Romana: eliminare le slot machine e i gratta e vinci. Da anni, infatti, all'"Insolita storia" si può solamente giocare la classica schedina. Magari bere un caffè o uno spritz, assaporando la specialità della casa: il tramezzino a triplo strato. «Abbiamo sempre proposto pochi prodotti, ma freschi e locali». Certo non vanno nascosti i momenti di difficoltà: «Penso ai mesi del Covid -precisa Romana- ma me siamo uscite, sopravvissute». Dal 2020 il bar (26 persone possono stare sedute all'interno, più una ventina nei 7 tavolini esterni) si trova in via Tasso. Prima "L'insolita storia" aveva sede dall'altra parte di piazza Piloni, in via Zuppani. Mentre il locale attuale per decenni venne gestito dalla signora Carla: un bar che fu riferimento del mondo socialista bellunese, anche per la vicinanza della sede di partito. Riferimento, poi con Giuliana e Romana, soprattutto per chi ama la lettura. Libri e quotidiani Il bar, difatti, offre -oltre ai tre quotidiani, due di cronaca locale più uno sportivo- una piccola biblioteca con un centinaio di libri. Aperta a tutte le ore, per chiunque. «Abbiamo presentato qui tanti libri, per lo più di autori locali». Ne cita tre Romana: Roberto De Nart, Toni Sirena, Antonio Bortoluzzi. Una delle attività di stampo culturale portata avanti per anni dalle titolari è il concorso letterario: veniva richiesta la scrittura di mini racconti (solitamente di mille battute, spazi inclusi, ammessi fino a due racconti) incentrati su tematiche locali: un'iniziativa che ha scatenato la creatività di tanti bellunesi che si vedevano, poi, pubblicati gli scritti un libretto-raccolta. E l'arte. Ecco che ogni mese una piccola esposizione cambia l'atmosfera. Stavolta, in dirittura d'arrivo, è Zelia Bernard, eclettica artista bellunese, a mettere in mostra tavole grandi: c'è l'azzurro forte della neve e del cielo con il bimbo che tira la slitta, ci sono i colori da favola del circo, non manca il caravanserraglio e le "femmine felici". Mondi sognati, magici, atmosfere picaresche sul rosso e blu, richiami al Rinascimento con l'oro nei ritratti. Che paiono lanciare la speranza che quella di agosto non rappresenti al definitiva chiusura.








