Titoli scelti con mestiere, copertine sistemate ad arte, e pagine ingiallite piene di storie, di personaggi e trame da scoprire, ma ancora pochi giorni, poi la bancarella dei libri usati di piazza della Libertà cesserà l'attività dopo quasi 70 anni, all’angolo tra viale don Minzoni e via Pier Capponi. «Sabato 28 giugno sarà l'ultimo giorno - dicono Antonietta e Franco - a meno che qualcuno non si faccia avanti per rilevarla e per far sopravvivere questo presidio culturale».
La scelta «è maturata per l'età, e per il desiderio di dedicarsi a fare i nonni». Il cartello «cedesi attività" è affisso da tempo. Qualcuno si è informato, ma non sono arrivate proposte concrete". La richiesta "non è proibitiva, meno di 15mila euro per la licenza, il banco e il posto fisso da gestire davanti al civico 6 rosso di viale Don Minzoni». Antonietta e Franco hanno rilevato a loro volta l'attività nel 2000. «La bancarella è stata aperta nel 1957 dal pittore Ugo Capitoni - ricordano - vendeva le sue opere insieme alle stampe e alle cartoline».
Poi sono arrivati i libri. «Selezionati con estrema attenzione e passione - dice Franco - abbiamo anche recuperato intere biblioteche in una zona nota per essere stata, e lo è ancora, vissuta da grandi professori universitari, notai e avvocati». Un punto di riferimento per generazioni. «Abbiamo imparato tanto - dice Antonietta, commossa - e ringrazio tutti i clienti per quello che ci hanno lasciato con il loro passaggio». «Ricordo con grande stima Mario Primicerio e Giuseppe Matulli - dice Franco - ma sono talmente tanti coloro che hanno fatto parte di questa avventura e che sono legati a Firenze, come lo siamo noi. Io sono nato e cresciuto alle Cure, ricordo quando nel sottopasso c'erano le vetrine dei negozi della zona».






