MILANO - La transizione verso la mobilità a zero emissioni sta esplorando strade sempre più diversificate, e i veicoli elettrici ad autonomia estesa rappresentano una delle risposte più concrete alle incertezze dei guidatori. In questa categoria di automobili la spinta alle ruote è affidata in modo esclusivo a un propulsore elettrico, ma a bordo è presente anche un piccolo motore a combustione interna che funge da generatore, avviandosi soltanto quando la batteria accumulatrice necessita di essere ricaricata. Questa architettura tecnica permette di viaggiare quotidianamente a impatto locale zero, azzerando al contempo lo stress da ricarica lungo i tragitti più impegnativi.
Fino a questo momento la totalità dei sistemi Reev ha fatto affidamento su tradizionali motori a benzina, mantenendo così una dipendenza diretta dai carburanti fossili. Per scardinare questo limite e spingere la sostenibilità un passo oltre, l'azienda Horse Powertrain, joint venture tra Renault e Geely, ha svelato una soluzione, che punta su un combustibile alternativo ad altissimo potenziale: il metanolo.
Prestazioni da record
Battezzata D20 Methanol Reev, questa innovativa unità motrice unisce in un solo blocco compatto un propulsore termico quattro cilindri turbo da due litri, un generatore ad alte prestazioni e l'elettronica di potenza necessaria alla gestione dei flussi energetici. L'intero modulo ferma l'ago della bilancia a circa 170 chilogrammi e si distingue per un'efficienza teorica di conversione che tocca la soglia del 47 per cento. In termini pratici, il sistema garantisce un rendimento tale da poter ripristinare la carica completa di un pacco batterie da 40 kW impiegando appena 20 litri di metanolo, a fronte di una potenza massima erogata di 141 cavalli.






