Continua ad aggravarsi il bilancio delle devastanti alluvioni e frane che hanno colpito l’area di confine tra Nepal e Tibet. Le vittime sono almeno 165, mentre oltre 1.380 persone risultano disperse tra i due versanti della frontiera.

La polizia nepalese ha recuperato nella prima giornata di soccorsi 162 corpi, mentre altri tre decessi sono stati segnalati dai media statali cinesi nella zona del porto di Gyirong. In Nepal mancano ancora all’appello 823 persone, tra cui 579 turisti nepalesi e stranieri. Sul versante cinese i dispersi sono invece 558, compresi 260 cittadini stranieri.

La piena ha investito mercoledì mattina i villaggi lungo i fiumi Bhote Koshi e Trishuli, trascinando via autobus, camion e automobili e sommergendo interi edifici. Le squadre di soccorso stanno cercando eventuali superstiti tra fango e detriti, ma le operazioni sono rese difficili dalle strade interrotte e dal rischio di nuove frane.

Tra i dispersi figurano cittadini di numerosi paesi, tra cui Australia, India, Regno Unito, Malaysia, Stati Uniti e Corea del Sud. Il governo malese ha fatto sapere che 55 suoi cittadini risultano irreperibili, mentre l’Australia ha segnalato almeno 34 dispersi. Il ministero degli Esteri italiano ha fatto sapere che al momento solo due cittadini risultano lievemente feriti ma sono in buone condizioni.