Congresso sì o congresso no? Mentre sembrava lanciato l’autunno di mobilitazione del Pd pratese, le dinamiche nazionali in casa dem potrebbero condizionare anche il confronto, molto atteso, locale. A Prato il ’partitone’ vive una situzione particolare in quanto la guida è un segretario reggente, Christian Di Sanzo, che doveva condurre la formazione dem alle elezioni comunali prima e poi appunto al congresso.
Al Nazareno prende sempre più forza l’ipotesi di un rinvio del congresso nazionale al post elezioni politiche. Strategia e opportunità: non alimentare tensioni interne, non dare modo agli alleati del campo largo (Conte in primis) di rafforzarsi dalla dialettica dem.
Secondo la statuto dem il presidente del partito, Stefano Bonaccini, è tenuto a convocare l’assemblea sei mesi prima della scadenza del mandato del segretario. Quello firmato Elly Schlein scade il 12 marzo 2027. Si fa largo una norma che rinvierebbe tutto al dopo esito delle elezioni politiche secondo un possibile accordo tra la segretaria, il presidente e le correnti più accreditate (i fedelissimi della numero 1, il gruppone Montepulciano, i riformisti di Guerini, Gori e Biffoni).
Per il caso Prato bisognerà vedere cosa si decide a Roma, certo è che tutti i congressi locali (anche a Firenze, Pistoia ed Arezzo) devono svolgersi contemporaneamente. Pesa sullo scenario anche l’ipotesi primarie che di fatto congelerebbe i congressi.








