Il vescovo di San Miniato monsignor Giovanni Paccosi, con il vicario generale della diocesi monsignor Roberto Pacini, durante la solenne concelebrazione per la ricorrenza di San Genesio nell’area archeologica di Vico Wallaridi Gabriele Nuti
"Questa celebrazione, ormai alla fine dei giorni del riposo e delle vacanze, è anche l’occasione per guardare insieme al cammino che ci attende per rendere concreto il passo di rinnovamento che ci viene chiesto dal Papa e dalla Chiesa italiana. Cioè essere comunità in cui sia visibile di più la novità del Vangelo, questa radicalità di vita cristiana che non può sostenersi solo sulle tradizioni e la ripetizione di schemi, ma su una decisione nuova di essere discepoli di Gesù, in un amore indiviso, nella comunione vissuta della Chiesa". E’ un passo dell’omelia che il vescovo Giovanni Paccosi ha proposto martedì sera durante la solenne concelebrazione eucaristica che ha presieduto nell’area archeologica di Vico Wallari, tra La Scala e Ponte a Elsa, alla confluenza dell’Elsa con l’Arno, in occasione della festa del patrono San Genesio. E’ lì, infatti, che fino a otto secoli fa sorgeva la prima pieve dedicata al santo. Monsignor Paccosi ha richiamato alla necessità di sperimentare e rinnovare la vita comunitaria come "qualcosa di fondamentale, tanto nella vita concreta dei credenti in Cristo quanto nella trasmissione della fede". "Non si può vivere la fede e custodirla, se non dall’interno di un’autentica esperienza di vita fraterna con coloro che appartengono a Cristo – ha detto il vescovo – Vita fondata sull’ascolto della Parola e sulla celebrazione dei sacramenti. Così come non ci può essere trasmissione della fede, se non da parte di cristiani che sono membra vive di una comunità". Il vescovo ha anche ricordato le imminenti novità – annunciate a fine luglio – e le urgenze come la "rivitalizzazione dei consigli pastorali come luoghi di vera comunione fraterna e corresponsabilità, la revisione e fusione di alcune parrocchie, la ripresa della formazione permanente sul Vangelo di Marco per riandare al nucleo essenziale della fede, la riforma dei servizi diocesani della Curia e una passione rinnovata per i fratelli, per i più poveri, per chi nessuno stima, per ogni persona che incontriamo, con il suo bisogno materiale e interiore". La messa solenne a Vico Wallari è ormai da anni una bella e sentita tradizione della chiesa sanminiatese e diocesana nel luogo dove tutto ha avuto origine.










