Genova – “Questa è una città in salita, nella sua geografia ma soprattutto nella vita di tante persone». Il monito di monsignor Marco Tasca, arcivescovo di Genova, arriva dal pulpito della cattedrale di San Lorenzo, gremita di istituzioni e cittadini per le celebrazioni di San Giovanni Battista, patrono della città. La processione con le reliquie del Santo, ieri pomeriggio, ha attraversato il centro storico: «Passando in alcune strade abbiamo visto le fatiche e le difficoltà di una parte di città» ha sottolineato l’arcivescovo. Problemi che, per chi vive e lavora nei vicoli, stanno diventando sempre più pesanti e che in città sono sfociati in episodi di violenza e ronde contro i minori non accompagnati. «Sono molto preoccupato - ammette monsignor Tasca - È segno che non ci parliamo, che diamo per scontato che alcune cose capitano. Invece dobbiamo cercare le motivazioni di queste difficoltà, di questa mancanza di sicurezza. La soluzione è metterci tutti insieme, anche le istituzioni, convocare gli abitanti di questa realtà e capire cosa possiamo fare. Le difficoltà vanno affrontate compatti, le emergenze non si possono fronteggiare a spot, solo quando capita una cosa particolare e poi non se ne parla più, altrimenti non facciamo un bel servizio alla città». Ad ascoltare le parole dell’arcivescovo c’era anche la sindaca di Genova Silvia Salis, arrivata in cattedrale in compagnia proprio dell’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi. «I temi in campo sono diversi - ha spiegato la prima cittadina - C’è quello del presidio, della necessità di più forze di polizia perché quelle in servizio sul territorio sono iperstressate da un impegno importante. Poi c’è il tema della gestione dei minori stranieri non accompagnati, su cui va fatto un lavoro di programmazione perché Genova non può pensare di ospitare il 76 per cento di quelli assegnati alla Liguria. Infine c’è il tema delle tossicodipendenze, che non può essere affrontato solo in modo repressivo: serve anche un approccio sanitario, e di questo si deve far carico chi si occupa di sanità perché stanno emergendo nuove dipendenze, più complesse da trattare. Bisogna chiedere più risorse e riuscire a collaborare, tutte le istituzioni insieme, anche e soprattutto lo stato centrale: non esiste un’altra ricetta». In cattedrale era presente anche Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, che ha ascoltato con attenzione le parole dell’arcivescovo: «Il messaggio che deve arrivare da questa giornata? - ha detto - Andiamo avanti per costruire una città sempre più viva e ricca, con lavoro, qualità di vita e grandi investitori che bisogna saper accogliere e a cui bisogna saper dare il benvenuto, non solo con le parole ma anche con i fatti». Proprio l’emergenza lavoro, insieme alle difficoltà dei giovani, sono gli altri temi trattati dall’arcivescovo durante l’omelia. «A Genova ci sono difficoltà, fatiche, sofferenze e dolori - riassume monsignor Tasca - La realtà ci parla con chiarezza: la città invecchia e cresce la solitudine. La fatica non è un segno sempre negativo: in montagna c'è salita ma poi arrivano panorami mozzafiato, allo stesso modo dobbiamo fare in modo di donare a Genova una bella prospettiva. Viviamo un tempo paradossale, dominato dalla tecnologia: siamo sempre più connessi ma ci sentiamo sempre più soli. Raggiungere i più giovani è la nostra sfida. Siamo chiamati a darci una mano, la strada da fare è quella del crescere nelle relazioni. Il diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, alla casa e alla partecipazione sociale non possono essere considerati privilegi riservati ad alcuni. Il numero degli occupati è aumentato, ci sono segni positivi di crescita ma le realtà che si mettono a servizio dei più poveri continuano ad avere numeri molto alti: dobbiamo trovare una connessione tra questi segni positivi e la fatica che tanti uomini e donne della città stanno facendo. Chiedo a tutte le istituzioni di fare dei tavoli in cui cercare insieme soluzioni, ammettendo le cose belle che ci sono ma anche che c’è un po’ di fatica». —