Se non sapete cos’è la provocazione non iniziate nemmeno a leggere, se le provocazioni non vi hanno mai fatto fare una conversazioni con lo specchio del vostro bagno le parole che seguiranno non sono per voi, e mica mi riferisco solo a quelli di destra. No, no. A volte le insidie più serie si trovano dove non l’immaginazione di poterle trovare non esiste: immaginereste mai un medico che fuma? Eppure ce ne sono molti.

Questa è la vita, fatta di vizi, quindi evviva Piero Marrazzo che ammise le sue debolezze private, truffando la moglie e sé. Chissà se il programma di Roberto Vannacci sui diritti sia il frutto di una sua repressione o una sua paura, consiglio al Generale d’indagare questa questione, prima di cadere nel baratro del ridicolo.

Sì all’aborto, e all’abolizione del coito interrotto! Che ci fa abortire, che non ci fa capire che servirebbe una pillolina del giorno prima, del giorno durante o del giorno dopo. O di quella cosa in lattice così fastidiosa, da dover essere abolita in sostegno all’eliminazione degli oggetti brutti. Utili ma brutti. Vannacci ci dice con il suo programma che non abbiamo una coscienza. Ha ragione non l’abbiamo, dunque meritiamo le citazioni di Papa Leone e Madre Teresa di Calcutta come clava sulla nostra individualità mentre il generale vuole farci ascoltare il battito del bambino che abbiamo in grembo; che persona di cuore. Il Vannacci. Totalmente inconsapevole di cosa sia una scelta individuale, di cosa sia la coscienza e infatti, si serve di donne e uomini di Chiesa per giustificare le nefandezze del suo programma.