Mese – Fa discutere la questione delle acque limacciose del Mera, portata all’attenzione dal sindaco di Piuro Omar Iacomella che ha raccomandato ad A2A, gestore della diga di Chiavenna, di attenersi agli accordi. L’azienda replica: “L’aumento di torbidità delle acque del fiume Mera osservato nei giorni scorsi è la conseguenza delle intense precipitazioni sul bacino imbrifero a monte della diga di Villa di Chiavenna dopo undici mesi di siccità e portate particolarmente basse: una condizione che ha favorito il naturale dilavamento dell’alveo lungo l’asta principale del fiume a monte dell’invaso e dei relativi immissari, alcuni dei quali, in territorio elvetico a monte della diga, soggetti a colate detritiche nelle scorse settimane. È una dinamica idrologica naturale, non riconducibile a una scelta gestionale della diga che da monitoraggi decennali risulta sostanzialmente pulita”.

E ancora. “Sul piano gestionale dal 2017, dopo la frana del Pizzo Cengalo, la diga di Villa di Chiavenna è gestita con un protocollo innovativo che negli eventi di piena rende l’invaso “trasparente“, consentendo il passaggio verso valle del materiale solido trasportato dalla corrente e la continuità del deflusso a tutela della diga e delle infrastrutture a valle. Dal 2018 a oggi si contano 42 eventi gestiti con questo protocollo senza che i monitoraggi rilevassero conseguenze ambientali. Ogni evento viene rendicontato a Regione, Arpa e Direzione generale per le dighe del Mit.