L'indecenza

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Montecalvo in Foglia, la residente Trischitta chiama in causa il Comune "La perizia del tribunale ci dà ragione: riconosciuto un problema idraulico".

"Quando piove, tutta l’acqua del paese arriva a casa mia. Ormai viviamo con il terrore di essere allagati ad ogni pioggia abbondante". L’allarme si leva da Montecalvo in Foglia, dove lungo via Provinciale Pesarese si trova l’abitazione di Giusi Trischitta, nel corso degli anni sommersa più volte dall’acqua, con danni ingenti alle automobili, agli elettromestici e ad altri oggetti personali di sua proprietà, oltre a danneggiamenti strutturali all’edificio. E nonostante nell’accertamento tecnico preventivo disposto dal Tribunale vengano evidenziate dai tecnici le carenze della regimazione idraulica del territorio comunale, non sono stati ancora effettuati interventi risolutivi per evitare che gli episodi si ripetano. "Nel 2018 la casa viene allagata per la prima volta. L’avevo appena comprata e finita di ristrutturare – racconta Trischitta –. In seguito all’episodio faccio un esposto in Procura, perché risulta che i tombini non erano stati puliti. Nell’ottobre 2024, invece, l’apocalisse. In casa entra un metro e mezzo d’acqua, la zona più colpita quella del piano interrato dove si trovano la cantina, il garage e il sottoscala. Salta l’impianto elettrico, e si danneggiano senza possibilità di recupero tutti gli elettrodomestici. Il fango e l’acqua si portano via tutti i miei ricordi e i miei oggetti personali, tra mobili, libri e vestiti. La mia auto e quella di mia figlia rimangono sommerse da oltre un metro d’acqua. Alla fine riporto oltre 90mila euro di danni, molti dei quali anche di carattere strutturale e vengo presa da una paura per la pioggia che non mi abbandona più. Il Comune procede con l’allargamento di un arco nel grande fosso di scolo tombato nel passato, intervento non risolutivo. Nell’agosto 2025 purtroppo siamo daccapo, ancora un metro d’acqua, con mobili, televisione e altri elettrodomestici affondati nel fango. Da qui l’ansia di fronte alle prime gocce di pioggia, perché temiamo che possa accadere il peggio".