Il presidente di Covip Mario Pepe non nasconde la soddisfazione per il fatto che la sua proposta di lanciare un fondo previdenziale per i nuovi nati, con un sostegno economico pubblico, è divenuta oggetto di dibattito in questi giorni agostani. «Certo, in ferie ho avuto il telefono che squillava continuamente», scherza, ma le dichiarazioni della ministra del Lavoro Marina Calderone, secondo cui governo che sarebbe pronto a introdurre il provvedimento nella prossima manovra, «sono finalmente la dimostrazione che nel Paese si è presa coscienza di un'emergenza previdenziale per i giovani», aggiunge.
E subito rilancia sulla necessità di affrontare al più presto quella che definisce un'altra emergenza per l'Italia: «Rafforzare la trasparenza e la vigilanza economico-finanziaria sui fondi e sulle casse sanitarie».Domanda.
Presidente, in Italia appena si è iniziato a discutere di replicare quanto fatto da altri Paesi europei che hanno avviato, come la Germania, piani previdenziali per i più giovani con un sostegno pubblico è iniziato lo scontro su chi li debba gestire: l'Inps o i privati come fondi, banche e assicurazioni?
Lei come la vede?Risposta.
Credo che l'Inps possa avere un ruolo importante nella fase di avvio di questo nuovo strumento, anche per consentirne una diffusione ampia e per calibrare il sostegno pubblico in funzione del reddito delle famiglie.












