VALDOBBIADENE - Il futuro delle colline del Prosecco - da Valdobbiadene ad Asolo - si gioca sulla capacità di immagazzinamento dell’acqua. È questa la nuova sfida a cui deve far fronte il Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore docg. L’annata scandita da siccità e caldo ha anticipato fortemente l’avvio della vendemmia nel cuore del sito Unesco, partita lunedì. Una sfida su cui anche il Consorzio Vini Asolo Montello concorda: l’andamento del clima richiede ora una gestione ancora più strategica dell’acqua, ad esempio con una conduzione più razionale dei bacini di laminazione per garantire l’approvvigionamento delle acque anche in collina, dove non è possibile ricorrere all’irrigazione. E parte forte l’appello alla politica.

L'allarme

«Questa per me – testimonia Franco Adami, presidente del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore docg – è la 46esima vendemmia e mai prima d’oggi avevo iniziato il 24 agosto, al massimo, era il 2003, il 29 agosto. Questa è un’annata veramente particolare, condizionata dall’assenza di piogge, ma ancora di più dal caldo estremo di molte giornate. Lo studio su clima e vite condotto dal Consorzio insieme a Banca Prealpi SanBiagio ha analizzato il clima dei 30 anni passati e come il clima cambierà nei prossimi 30. Un clima come quello di quest’anno dallo studio era atteso nel 2045, non ora. Quindi ci dobbiamo preparare ad eventi climatici che potrebbero accadere ancora e con frequenza. Dove c’è stata l’irrigazione, la vite ha reagito meglio. La vite sopra ad una certa temperatura non lavora, va in riposo, si ferma e per l’accrescimento dell’acino ci rimette un po’. Non abbiamo avuto temperature elevate solo di giorno, ma anche di notte, dove si sono registrati anche 24° C. Da qui l’anticipo della vendemmia per salvare la freschezza». Da giorni anche i produttori dell’area Asolo Montello sono impegnati nella raccolta delle uve Glera e delle altre varietà. «Quest’anno la situazione del vigneto è stata particolarmente impegnativa a causa della siccità e del caldo estremo - conferma il presidente del Consorzio di Tutela, Michele Noal. - In questa annata complessa, l’esperienza dei viticoltori, che in questi anni hanno imparato a gestire anche condizioni molto difficili, ha permesso di raccogliere uve perfettamente sane e con parametri di acidità e zuccheri soddisfacenti, anche alla luce delle piogge degli ultimi giorni e del calo delle temperature». Il Consorzio Vini Asolo Montello lancia un appello: è ora di ripensare a soluzioni di lungo termine per la gestione dell’acqua, una risorsa sempre più scarsa. «Il 2026 è un'annata molto calda e la siccità è stato l’elemento maggiormente problematico – sottolinea Noal -. Una situazione che non si esclude si possa ripetere anche in futuro e, proprio per questo, ragionare già da ora sulle soluzioni per il prossimo anno diviene particolarmente importante». Una direzione nella quale l’Asolo Montello si sta muovendo assieme agli altri Consorzi e che non può prescindere dal coinvolgimento del mondo politico, di tutta la filiera e delle istituzioni locali. Qualche incontro informale, per affrontare proprio il tema acqua, il presidente Adami lo ha già avuto con il presidente del Consorzio Bonifica Piave Brentella e con il senatore Luca De Carlo, presidente della commissione agricoltura. «L’attenzione da parte di tutti gli enti e istituzioni è molto alta – conferma Adami – e noi dobbiamo trovare delle soluzioni per poter portare l’irrigazione a tutte le colline della core zone Unesco che sono quelle che hanno sofferto di più. Se non troveremo delle soluzioni, e sono ottimista che le troveremo, migliorati gli invasi bellunesi e trevigiani, nei mesi in cui piove dobbiamo imparare ad immagazzinare acqua».