La7
“Noi siamo i porcellini d’India di questo terrificante esperimento, che vogliamo finisca. Vogliamo che qualcuno arrivi per porre fine a tutto questo. Basta con le dichiarazioni, ci vogliono mosse istituzionali. La dura realtà è che siamo veramente sull’orlo di un potenziale precipizio“. Sono le parole pronunciate a In onda (La7) da Amira Hass, reporter ebrea israeliana e firma di spicco di Haaretz che da decenni vive e racconta la realtà quotidiana nei territori palestinesi.
Hass denuncia duramente la connivenza non soltanto statunitense, ma anche europea con Israele: “Noi, cioè persone di sinistra, israeliani, ebrei, palestinesi, siamo anche stufi di queste affermazioni dell’Europa, che continua a ripetere condanne contro Israele, ma solo a parole e senza nessun impatto”.
Il problema, spiega, è che la maggioranza degli ebrei israeliani sostiene quanto sta accadendo: “hanno deciso di smettere di essere sconvolti da queste immagini di terrore commesso quotidianamente dagli israeliani.Trovano sempre delle scuse per giustificare le uccisioni di bambini, sia a Gaza sia in Cisgiordania“.
Quando Netanyahu invita gli ebrei di tutto il mondo a trasferirsi perché “lo spazio sta aumentando” con la cacciata dei palestinesi, il risultato, osserva la giornalista, è che “tutta la popolazione ebrea mondiale finisce per essere poi complice di questi atti di deportazioni di massa e di uccisioni nei territori palestinesi”.






