Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

7 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:36 del 7 Dicembre

“È chiaro che bisogna boicottare Israele. Hanno ragione quei ragazzi che lo dicono, che protestano nelle università e che vengono aspramente rimproverati. Loro hanno ragione, perfettamente ragione. Sono l’ultimo baluardo della civiltà europea“. Con questa affermazione, che nel corso del dibattito torna come un monito e un discrimine politico, Massimo D’Alema imprime una direzione decisa e dirimente al convegno “Piano Trump: una tregua senza pace?”, organizzato a Roma dai deputati del Pd: riportare al centro del discorso pubblico italiano ciò che gran parte della politica e dell’informazione omettono e che invece definisce la sostanza tragica della crisi mediorientale.

L’ex presidente del Consiglio, oggi alla guida della Fondazione Italianieuropei, non indulge a cautele. Parla di un “elemento di inganno verso l’opinione pubblica“, perché ciò che si dispiega davanti agli occhi del mondo “va molto oltre la guerra di Gaza”: è l’attuazione progressiva “di un piano della destra israeliana che punta a una soluzione finale del conflitto”, in aperto contrasto con l’impianto internazionale che dalla Risoluzione 242 dell’Onu in avanti ribadisce il principio “due popoli, due Stati”. E mentre quella formula continua a essere “ripetuta retoricamente”, ciò che avanza è “un programma progressivo di costruzione della ‘grande Israele’ attraverso una politica di pulizia etnica che mira in parte a espellere i palestinesi, un piano di sottomissione e colonizzazione che punta a ridurre i palestinesi alle condizioni dei nativi americani”.