Padova, 26 agosto 2026 _ ‘Siccità e alte temperature, estate 2026 la peggiore da che si ha memoria’, annuncia Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Rovigo e Veneto. Che tira le somme, dal mais alla soia, alla frutta devastata dalla grandine. Mele e pomodori scottati dal sole, mais come paglia.

‘I primi dati raccolti sul mais fotografano una situazione particolarmente critica: il mais trinciato destinato agli allevamenti e agli impianti di biogas registra cali produttivi nell’ordine del 20-30%. Ancora più evidente la differenza nei campi di mais da granella: dove è stato possibile irrigare due o tre volte le produzioni si attestano attorno ai 110-120 quintali per ettaro, mentre nei terreni non irrigati si scende a 50-60 quintali, circa la metà. ‘Questi numeri raccontano una cosa molto semplice: senza acqua e con troppo caldo è sempre più difficile fare agricoltura – sottolinea –. Mele e pomodori scottati dal sole, mais piegato da stress termici, senza dimenticare gli eventi atmosferici come grandine e vento. Non chiediamo semplicemente di risarcire ciò che il clima ci fa perdere. Chiediamo di mettere le imprese nelle condizioni di poter continuare a produrre e di trarre un reddito dignitoso dal nostro lavoro. Questo significa investire sulla disponibilità e sulla gestione dell’acqua, sugli invasi, e sulla necessità di avere coltivazioni in grado di resistere a stress climatici importanti’. La situazione resta in evoluzione anche per la soia, la cui raccolta inizierà nei prossimi giorni, mentre sono già in corso le vendemmie. Nella frutticoltura, dove non si sono verificati eventi di grandine, si registra una disponibilità quantitativa più contenuta, con gli effetti della siccità e delle alte temperature che si fanno sentire sulle produzioni. ‘La vera emergenza è non arrivare ogni anno a discutere soltanto di quanto abbiamo perso – conclude Salvan –. Ma di mettere in atto subito gli strumenti utili all’agricoltura veneta e a tutta la nostra filiera agroalimentare: liquidità e strumenti finanziari, polizze adeguate per i raccolti, giusta remunerazione dei prodotti è quanto chiedono a gran voce i nostri soci per poter continuare a mantenere l'importante valore aggiunto agricolo della nostra regione’.