A pagare il prezzo del caldo e della mancanza di acqua, nell’estate 2026, è stata anche l’agricoltura: in gran parte dell’Europa occidentale e centrale, le colture estive hanno registrato rese ridotte, perdite gravi e nelle aree più colpite persino possibili fallimenti nei raccolti. Secondo l’ultimo bollettino Mars del Centro comune di ricerca (Jrc) della Commissione Ue, che monitora le condizioni dell’agricoltura, le previsioni di resa riviste scendono fino al 14% sotto la media degli ultimi cinque anni, specialmente in Italia centro-settentrionale, Francia, Germania meridionale, Austria, Cechia, Slovacchia e Romania occidentale. Le previsioni restano invece più favorevoli in alcune aree dell’Europa centro-orientale, che hanno già concluso la raccolta e confermano una resa allineata a quella dell’ultimo quinquennio.
Le difficoltà principali hanno riguardato la carenza di foraggio a causa delle alte temperature e della siccità, che hanno compromesso i raccolti, ridotto la disponibilità di acqua per l’irrigazione e di pascoli e l’accumulo di biomassa. Nel Benelux, in Slovenia e in Croazia a pagarne il prezzo sono state soprattutto le colture di mais, mentre nel sud dell’Irlanda, nel nord della Germania e in Danimarca non ci sono stati impatti significativi sul raccolto, ma preoccupano i bassi livelli di umidità del suolo, che hanno interessato a livello locale anche le colture estive nella Polonia meridionale, nell’Ucraina occidentale e nella Bulgaria occidentale. Le temperature più basse e le precipitazioni previste in gran parte dell’Europa occidentale contribuirà a risollevare la situazione, ma senza compensare le perdite subite.








