Un report del network scientifico World weather attribution mette in luce come questa estate stia ponendo l’Europa di fronte a una crisi idrica e agricola di portata eccezionale, scaturita da una combinazione letale di deficit di precipitazioni e temperature da record. Le conseguenze di questa prolungata aridità, fanno notare gli esperti, sono già diffuse e tangibili su tutto il continente: vasti incendi stanno devastando decine di migliaia di ettari di vegetazione, in particolare in Francia e Spagna oltre che in Italia, mentre i principali bacini idrografici registrano livelli minimi storici che mettono a dura prova il trasporto fluviale e la produzione idroelettrica.
Oltre all’emergenza roghi, un altro effetto deleterio del mix poche piogge-alte temperature è che l’agricoltura sta subendo perdite senza precedenti, con crolli storici nella produzione di cereali e mais (il raccolto in Francia è il più basso degli ultimi 50 anni, mentre in Romani è stata registrata la perdita di oltre un milione di ettari di questa coltura) che potrebbero far aumentare i prezzi dei generi alimentari e colpire in modo sproporzionato le famiglie a basso reddito. Intanto sempre più città europee si vedono costrette a imporre razionamenti e limitazioni severe all’uso dell’acqua potabile per far fronte alle scorte in rapido esaurimento. E anche nel nostro Paese, soprattutto nel Mezzogiorno, la desertificazione sta mettendo in discussione la possibilità stessa di continuare a coltivare la terra: se in Italia il 21% del territorio è a rischio desertificazione, in Sicilia la percentuale supera il 60%.








