Il Ceo di Instagram Adam Mosseri mentre entra in tribunale a Los Angeles
Durante uno storico processo contro Meta e Alphabet in corso a Los Angeles, il Ceo di Instagram Adam Mosseri ha detto che la dipendenza è una “questione personale”.
La settimana scorsa a Los Angeles è iniziato un processo che giù in molti hanno definito "storico" contro Alphabet e Meta. Le aziende proprietarie di alcuni dei social più utilizzati in tutto il mondo, ovvero YouTube, Instagram e Facebook, sono accusate di aver "costruito macchine con l'obiettivo di creare di proposito meccanismi di dipendenza nel cervello dei bambini" e più in generale nei giovani. Gli altri due social contro cui pure si rivolgevano le accuse dei querelanti, Snapchat e TikTok, non dovranno comparire perché hanno già raggiunto un accordo prima del processo.
Invece chi ha già parlato in tribunale è Adam Mosseri, Ceo di Instagram e uno dei principali dirigenti di Meta, proprietaria anche di WhatsApp e Facebook. Interrogato sulle responsabilità dei social nel rischio di dipendenza, Mosseri l'ha definita una "questione personale", sostenendo che il numero di ore non è per forza indicativo di un problema di dipendenza. Le parole del Ceo di Instagram Per capire meglio cosa è successo dobbiamo fare un passo indietro. Il processo attualmente in corso a Los Angeles è partito dalle accuse di una donna, identificata come Kaley GM, che ha accusato Meta e Alphabet di averla resa dipendente dai social quando era poco più di una bambina. Secondo Kaley – e questo è quello che vorrebbe dimostrare nel processo – i social avrebbero giocato un ruolo decisivo nel peggiorare la sua salute mentale, alimentando la sua depressione e perfino pensieri suicidi.












