Tredici anni dopo il prototipo di hamburger da 330 mila dollari, costi industriali, investimenti in calo e diffidenza dei consumatori hanno ridimensionato le ambizioni del settore. Un reportage di Harper’s Magazine ne segue le tracce tra laboratori in allestimento e stabilimenti chiusi. I primi prodotti potrebbero arrivare anche in Italia entro cinque anni, ma il mercato di massa resta lontano
Il 5 agosto 2013, a Londra, Mark Post, professore di fisiologia vascolare all’Università di Maastricht, sollevò una cloche d’acciaio. Sotto c’era un hamburger ottenuto da cellule bovine. Per produrlo erano serviti due anni di lavoro e 330 mila dollari di finanziamenti. Al taglio non uscì sangue, la consistenza ricordava “una torta di proteine animali”. Post annunciò che, nel giro di dieci anni, quella carne coltivata sarebbe diventata un prodotto di consumo.






