“Se vogliono la guerra l’avranno e sarà di logoramento, ma attenzione: saremo noi a divertirci. E a fregargli voti perché loro sono in debito perenne con la città”. Altro che depressi per il posto di assessore che potrebbero perdere al comune di Lamezia, da un momento all’altro, i vannacciani non vedono l’ora di tirare sganassoni a Occhiuto e Cannizzaro. Rei anche, ai loro occhi, di tollerare l’apporto dei vannacciani alla maggioranza che sostiene Enzo Voce a Crotone e di adoperare invece per Lamezia un metro diverso. Per questo aspettano con trepidazione il momento in cui il sindaco Mario Murone, per l’elezione del quale furono determinanti (negarlo è una ipocrisia), revocherà la delega a Donatella Amicarelli, cui va comunque riconosciuto il merito di non spostarsi di un millimetro dalla scelta politica fatta (aderire a Futuro Nazionale): in quanti- ai tempi di oggi, con una politica sempre piu’ somigliante ad un ufficio di collocamento- sarebbero rimasti in un partito scomodo ben sapendo che la stessa permanenza comporterà la perdita della poltrona?

Pronti i dardi al veleno

Dunque, sono pronti a lanciare dardi al veleno i soldati di Vannacci. Lo faranno da destra, e ciò farà male, malissimo agli ormai ex colleghi di cordata. E’ vero, si potrà pur sempre imputare loro di avere chiuso tutti e due gli occhi rispetto a certe mancanze governative, quando erano con Salvini, ma come tutti sanno il dizionario dell’oppositore è sempre piu’ fornito (di artifizi retorici) di quello dell’amministratore. “Avremo gioco facile a dimostrare quanto Lamezia Terme sia lontana dall’agenda della giunta regionale”, dicono sghignazzando dalle parti di Futuro Nazionale. A cominciare dalla sanità, da quell’ospedale lametino con un grande futuro dietro le spalle, per planare sull’aeroporto “spogliato di voli fondamentali a beneficio di Reggio”. Il tutto passando dal mancato coinvolgimento della città della piana nello scacchiere delle nomine che contano e dal sostanziale vuoto preoccupante di idee che si registra sul futuro dell’area industriale piu’ importante della Calabria, l’ex Sir.