"Russia e Iran? Minacce per l'Europa. Kyiv? La pace passa dalla deterrenza. L'Italia? Bene, ma servono altri sforzi". Lo afferma, in un'intervista al Foglio, l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato. "Fermare il massacro - aggiunge - è un obiettivo che condivido assolutamente e che chiunque porti questa uniforme sottoscriverebbe senza esitazioni. Il sostegno militare ha consentito a uno stato aggredito di continuare a esistere e, quando verrà il momento di un negoziato, di parteciparvi disponendo di qualcosa. Le condizioni imposte a chi non ha alternative, storicamente, hanno raramente prodotto stabilità durevole o pace".

"Parlerei di investimento più che di spesa - prosegue Cavo Dragone -, e di sicurezza più che di armamenti. La sicurezza è la precondizione di tutto il resto: nessuna economia cresce, nessun sistema sanitario funziona, nessuna scuola apre in un contesto che non sia sicuro. Vale la pena guardare cosa contiene concretamente l'obiettivo concordato. Oltre agli strumenti prettamente militari, una parte rilevante riguarda anche mobilità e infrastrutture energetiche, le reti e la cybersicurezza, le scorte sanitarie, la protezione civile".