Guardando al campo di battaglia, le capitali occidentali sono sempre più convinte che l’Ucraina sta ribaltando le sorti della guerra. È d’accordo anche l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, attuale presidente del comitato militare della Nato, stando a quanto dichiara in un’intervista concessa al Kyiv Independent.
“Condivido questa valutazione perché ho informazioni fornite dal quartier generale della Nato, quindi è ciò che vediamo”, afferma, sottolineando che Kiev sta “guadagnando, non perdendo” terreno e che potrebbe esserci la “frustrazione” di Mosca dietro alla sua “forte reazione”. Difficile, tuttavia, arrivare a definire cosa potrebbe rappresentare una vittoria da parte dell’Ucraina, prosegue: “non riesco davvero a immaginare qualcosa come la semplice riconquista di territorio da parte dell’Ucraina o la resa della Russia. È qualcosa a cui dobbiamo pensare con molta, molta cautela”.
Il primo obiettivo della Nato è quello di raggiungere un cessate il fuoco al fine di potersi sedere al tavolo e iniziare a discutere di una pace duratura per l’Ucraina, afferma l’ex capo di Stato maggiore italiano. In parallelo, l’Alleanza sta ricevendo una “grande quantità di informazioni” relative alla conduzione di una guerra moderna attraverso il Centro di analisi condivisa, addestramento ed educazione (Jatec) in Polonia, che utilizza anche per “articolare l’addestramento” degli operatori Nato. “Questo è qualcosa di molto, molto prezioso per noi”, spiega Cavo Dragone, sottolineando che l’utilizzo dei droni e la produzione massiccia sono “un problema” per gli alleati, “insieme alla guerra elettronica e alla velocità: velocità nell’adattarsi, velocità nell’utilizzare tutta l’innovazione e nell’avere quell’innovazione disponibile sul campo”.









